Intervista a Alessandra Mussolini
La leader di As: «Ormai le battaglie sociali sono trasversali, ma definiamo i limiti oltre i quali si finisce a sinistra»
Lei parla con tutti. E di tutto. Tanto che del politicamente scorretto ha fatto uno dei suoi punti di forza. Alessandra Mussolini è così, spontaneamente. Nipote del Duce ma anche di Sofia Loren, celebre per i suoi trascorsi da attrice, nel ‘92, subito dopo la laurea in medicina, irrompe sulla scena politica: «Iniziai con Fini. Me lo ricordo ancora dietro la scrivania che mi scrutava e mi diceva che con quel sistema elettorale nessuno poteva garantirmi nulla. Ottenni un successo straordinario».
In piazza alla manifestazione di Fini. Un riavvicinamento ad An?
«Le differenze di fondo rimangono ma si deve parlare con tutti. Questo non significa un reingresso ma condivisione di alcune scelte e prospettive». Più vicina a Fini o a Berlusconi?
«A chi meglio interpreta la volontà della gente. Berlusconi, non venendo dalla politica, ha un altro modo di parlare. Fini è molto più strutturato, è duro da scalfire».
Come valuta l’abbandono di An da parte di Storace?
«Storace sta inguaiato. Non va da nessuna parte. È stato un miracolato e da An ha avuto moltissimo, compreso il potere da gestire. Non si crea un partito dal nulla».
Lei lasciò An dopo le dichiarazioni fatte da Fini Read the rest of this entry »

Luca Leonello Rimbotti Linea, 26/10/07 “Alfred Baeumler. Nietzsche come filosofo guerriero” Le energie intellettuali dispiegate da Alfred Baeumler per dare giusta collocazione al pensiero di Nietzsche hanno costituito uno dei monumenti culturali più rilevanti del Novecento. Si trattava di liberare la filosofia del nichilismo attivo dalle incrostazioni speculative per restituirla al suo valore storico e politico. Fare insomma di Nietzsche non un semplice “caso umano” di resistenza individualistica alla modernità, ma il motore centrale di una consapevole rivolta nel nome di valori giacenti nella psicologia e nella cultura europee. In questo senso, l’antiumanesimo era visto da Baeumler come il punto di rottura tra Nietzsche e l’attualità, disponendo così il piano per l’avvento del vero umanesimo moderno: rinascita della grecità arcaica come attimo dell’origine individuante; ripresa dei significati naturali dell’essere e del convivere; privilegio della comunità dinamica sull’individualismo statico di massa; volontà di potenza e sovrumanismo come strumenti di rinascita della nostra civiltà. In altre parole, Nietzsche pensatore dell’esistenza, della storia e della politica. Pensiero in azione, ideologia mobilitante. Nietzsche come fondamento per un modo nuovo – ma al tempo stesso arcaicissimo – di considerare la vita umana in senso eroico, attivo e combattivo. Con Nietzsche, dunque, riposizionato là dove volle lui stesso, in qualità di fomentatore di forza interiore e suscitatore di rivolta antimoralistica: il
Il signoraggio storico può essere definito come la differenza tra valore facciale e valore intrinseco delle monete d’oro e d’argento; in pratica la differenza tra il valore nominale della moneta e il suo costo di produzione. I sovrani coniavano monete alle quali assegnavano un valore nominale, garantendo col loro nome e con la loro effige impressa sulla moneta l’ufficialità come mezzo di pagamento e il valore indicato. Il costo di produzione è alto se le monete sono in lega preziosa, bassissimo quando è invece costituito dalla carta, dall’inchiostro e dalle operazioni di stampa per la carta moneta. Questa differenza tra valore intrinseco e valore nominale costituisce un guadagno per chi batte o stampa moneta, sia esso lo stato o un privato. Oggi, nei paesi soggetti al Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), Italia compresa, il signoraggio è “il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell’esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC” (art. 32 dello statuto del SEBC). Le banche centrali ottengono un reddito in quanto sono soggetti distinti dagli stati, e prestano la moneta che emettono agli stati stessi. Tale prestito non è gratuito: gli stati pagano alle banche centrali un interesse, ovviamente coi soldi dei contribuenti. L’Italia, assoggettandosi alle previsioni del Trattato CE, per ciò stesso ha aderito al Sistema Europeo delle Banche Centrali, tra i cui compiti fondamentali l’art. 105, comma 2, del Trattato espressamente annovera quello di definire ed attuare la politica monetaria della Comunità. Del SEBC, il cui statuto costituisce un protocollo allegato al Trattato (art. 107, comma 4, del Trattato stesso), insieme alle banche centrali nazionali
Comunicato Fiamma Castelli”La vicenda relativa all’area de “La Selva” di Paliano, è l’ennesima dimostrazione di quanto questa giunta regionale, capitanata da un presentatore televisivo” - dichiara Massimo Carletti della federazione Fiamma Tricolore Castelli Romani e Monti Prenestini - “abbia a cuore le problematiche territoriali della regione”. La Selva di Paliano è un’area di circa 450 ettari, nel comune di Paliano, in provincia di Frosinone. Una zona di aree umide e boschive e di sosta per l’avifauna; è inoltre completamente priva di vincoli ambientali e successivamente al fallimento del proprietario, il 31 ottobre verrà posta all’asta suddivisa in 31 lotti. “Il piano regolatore del comune di Paliano, retto da una giunta di centrosinistra con a sindaco il DS “Lello” Giordani, consente su tale area la realizzazione di strutture alberghiere e commerciali, ed a tal fine proprio il comune ha deliberato nei giorni scorsi, la costituzione di una società di trasformazione urbana, per meglio sfruttare la ghiotta occasione” - continua Carletti - “Si vuol evidentemente entrare nel gran giro finanziario-edilizio che ruota attorno alla Valle del Sacco e al polo turistico-commerciale di Valmontone, distante pochi chilometri dalla zona interessata. In tal modo viene definitivamente posta una pietra tombale sulla Valle del Sacco, che già soffre uno dei più gravi disastri ambientali d’Italia”. Sulla vicenda, che investe l’intera regione interviene Gianluca Iannone, membro della segreteria nazionale della Fiamma Tricolore: “E’ il modello Roma che piace tanto al sindaco a tempo perso Walter Veltroni. Quel modello che ha sommerso le periferie di Roma con 
Un Esecutivo che non decide, con una sinistra radicale, solo preoccupata che l’attività di contrasto al crimine si limiti al “crimine marginale”, trascurando il crimine dei “colletti bianchi”, ovvero il gradino più alto della medesima catena, è semplicemente prendere in giro loro stessi, ma quel che è peggio gli italiani. C’è aria di elezioni anticipate, fatte, però, queste, come di consueto, con la regola dell’inganno, sempre per gli italiani, ma questa è un’altra storia. La sicurezza sembra essere il tema dominante tra i vari “pacchetti” d’ordine nell’apportare misure correttive sulla finanziaria 2008. Questo pacchetto, “messo a punto” dai vari ministri degli interni che si sono succeduti in queste ultime legislature, politicamente risponde, oltre che ad oggettive preoccupazioni delle autorità sull’ordine pubblico, anche ad una necessità impellente di porlo in esecuzione. Il non porlo ed è facile capirlo, crea non poche ansie collettive, anche perchè, a fare i conti con gli effetti quotidiani delle multiformi micro-criminalità e criminalità di quartiere sono proprio quelle fasce sociali (io dico i cosiddetti ceti medi in “picchiata” e tutto il proletariato urbano) che dovrebbero costituire il referente primario. Invece percepiscono ed assorbono, purtroppo, costantemente, la minaccia delinquenziale, fino sotto la porta di casa. Che governo è questo quando in consiglio dei ministri, proprio per fare un esempio, la “discussione” di questo pacchetto, anzichè
Il nuovo di libro di Lembo, dal titolo “Fascisti dopo la liberazione - Storia del Fascismo e dei fascisti nel dopoguerra in Italia, Dalla Repubblica Sociale al Movimento Sociale Italiano - 1945 –1956”, tratta di un tema che sta diventando di moda in questi ultimi anni. Ne è di esempio l’enorme successo ottenuto da libri come quello di Giuseppe Parlato – Fascisti Senza Musolini – (ed. Il Mulino), uscito appena nell’anno 2006, ed altri lavori similari di recente edizione. L’autore divide la sua opera in due parti. Nella prima risponde al quesito: Quando finì la Repubblica Sociale Italiana che fine fecero quegli uomini e quelle donne che avevano creduto nella Repubblica di Mussolini? Nella seconda parte, invece, descrive di come i reduci della R.S.I., per non sentirsi stranieri nello loro terra, provarono a riorganizzarsi nel Movimento Sociale Italiano, tentando, con la costituzione del nuovo partito, di salvare il proprio mondo e le proprie idee dalla sconfitta militare. Nella prima parte del volume, lo scrittore tratta delle “scialuppe di salvataggio” approntate dai fascisti per salvarsi dal naufragio della sconfitta militare. Passa poi a descrivere che fine fecero quei fascisti che affrontarono il dopoguerra “senza neanche il salvagente” . Molti di loro furono trucidati, i meno sfortunati finirono nei campi di concentramento, come quello famoso di Coltano ed in altri meno noti, approntati dagli Alleati. Il sistema di “resistenza” fascista si attivò subito, con una serie di “ 

Alleanza Nazionale non può manifestare davanti ai magazzini del Sale perché la Questura di Venezia non ha dato il via libera causa problemi attinenti all’ordine pubblico. Ma è necessario il preavviso all’autorità di pubblica sicurezza come condizione di legittimità della riunione ? La Carta Costituzionale, all’art. 17, riconosce la compresenza volontaria di più persone nello stesso luogo per il perseguimento di uno scopo comune (il c.d. diritto di riunione), sottoponendola unicamente a due condizioni ossia che si svolga “pacificamente e senza armi”. Solo per le riunioni in luogo pubblico, l’art. 17, 3° comma, Cost., prevede l’obbligo di preavviso che deve essere dato in forma scritta al questore. Ma attenzione: di preavviso si tratta e non di autorizzazione. La differenza consiste nel fatto che il primo è semplicemente un onere posto a
Domenica 28 Ottobre alle ore 17 verrà presentato, in anteprima nazionale, a Nizza Monferrato (AT), presso l’ Auditorium Trinità sito in via Cordara angolo via Pistone, il romanzo autobiografico DOLCI TRISTI RICORDI dell’autrice LILLINA MILANESI ARZANI. La proposizione di questo importante momento culturale per la comunità nicese si è resa possibile grazie alla fattiva collaborazione tra l’Accademia di Cultura Nicese “L’Erca” e la locale Associazione Pro Loco rappresentata nell’occasione dalla Sezione Nizza Turismo.ERCOLINA MILANESI, Lillina per gli amici è nata a Nizza Monferrato (le sue origini nicesi si evincono dal cognome materno ARZANI con il quale è solita presentarsi) e ha studiato oltre che nel comune natio a Milano, Varese e Londra; ella ha trascorso gran parte della sua vita vivendo a San Remo. Lillina è una stimata giornalista, collaboratrice e free-lance: oggi i suoi articoli sono pubblicati su diversi quotidiani nazionali quali “Il Popolo d’Italia”, “La Prealpina”, “Rinascita”, “Libero”, “Il Giornale d’Italia”, “Il Secolo XIX”, “La Voce di Parma”, ecc.. Essi appaiono anche su prestigiose riviste culturali qual è ad esempio “L’Altra Voce” di Domenico Longo. Teatro dei suoi numerosi
Azione Sociale, La Destra, il MIS e la Fiamma Tricolore hanno, autonomamente, ognuno per conto proprio, ufficialmente deciso di aderire alla Federazione delle Libertà proposta da Silvio Berlusconi, per rafforzare ulteriormente la Casa delle Libertà, attraverso un coordinamento permanete delle varie forze politiche della coalizione di centro-destra, sia a livello locale che nazionale.









