Archivio di giugno 2009

Il VFS sulla condanna a Madoff

Lonigo, 30 giugno 2009
L’Associazione Culturale “Veneto Fronte Skinheads” apprende con un certo stupore la notizia della condanna a 150 di reclusione per Bernard Madoff, il finanziere architetto della maggiore truffa della storia, che si aggira intorno ai 50-65 miliardi di dollari.
Lo stupore sorge dal fatto che sarebbe la prima volta che la Magistratura si scaglia contro la finanza speculativa Leggi il resto di questo articolo »

Varato da Bankitalia l’arbitro del risparmio

imag_16113356_41220Tratto da Repubblica Di Antonella Donati ROMA – Rivoluzione in vista per chi ha perso soldi a causa di un comportamento scorretto di un qualunque operatore finanziari: a partire da ottobre, infatti, un organismo tutto nuovo che prenderà il posto dell’Ombudsman dell’Abi e si occuperà non solo di banche ma anche di Poste italiane per le attività di Bancoposta, di credito al consumo, carte di pagamento e qualunque altro tipo di operazione o forma di investimento. Sul tavolo del nuovo organismo le controversie che riguardano operazioni fino a 100.000 euro, purché si tratti di controversie iniziate a partire dal 1° gennaio 2007, che non siano già state sottoposte all’autorità giudiziaria.
Adesione obbligatoria per poter operare sul mercato – Le novità sono contenute in un regolamento della Banca d’Italia che diventa operativo grazie alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno. In base a questo testo, dunque, aderire al nuovo sistema di conciliazione diventa obbligatorio per tutti gli intermediari finanziari. Chi è già in attività dovrà iscriversi entro tre mesi, per gli altri l’adesione diventa una condizione indispensabile per poter avere l’autorizzazione ad operare sul mercato. L’obbiettivo è quello di arrivare in tempi brevi, non più di tre/quattro mesi al massimo, a risarcire il clinete in tutti i casi in cui ha subito un danno economico a causa di inadempimenti o dalla violazione di norme da parte della banca delle Poste o di qualunque altro operatore finanziario. E a giudicare sarà davvero un organismo super partes.Chi prenderà le decisioni – Una delle critiche venute finora all’Ombudsman dell’Abi, infatti, era relativa alla sua composizione: a decidere sugli errori commessi dalle banche, infatti, era un organismo nominato dalla banche stesse. Da ora in poi, però, non sarà più così: il presidente del nuovo organismo, composto in tutto da cinque persone, sarà scelto infatti dalla Banca d’Italia che avrà anche il compito di nominare altri due componenti. Gli altri partecipanti saranno designati rispettivamente uno dagli intermediari e uno dalle associazioni di tutela dei consumatori. Il presidente resterà in carica cinque anni, rinnovabili per una sola volta, gli altri solo tre. In ogni caso non potranno essere nominati componenti coloro che, nei due anni precedenti, abbiano ricoperto cariche sociali o svolto attività di lavoro presso gli intermediari e le loro associazioni o presso le associazioni dei consumatori o delle altre categorie di clienti.

La procedura per il ricorso – Il ricorso al nuovo organismo deve essere preceduto da un reclamo presentato direttamente all’intermediario. Gli intermediari dovranno fornire tutte le informazioni sulla procedura e il diritto di ricorrere a questo sistema non potrà formare oggetto di rinuncia da parte del cliente. Non sarà possibile, cioè, prevedere per contratto di rinunciare alle ipotesi di conciliazione in caso di danni.

L’intermediario – banca o altro operatore che sia – ha trenta giorni di tempo per dare una risposta al reclamo. Se questa non arriva o non è soddisfacente si può presentare il ricorso, direttamente o attraverso un’associazione di tutela dei consumatori al nuovo organismo, al quale va comunicato l’avvio della procedura.

Il ricorso al nuovo organismo è ammesso purché non siano trascorsi più di dodici mesi dalla presentazione del reclamo. Il collegio si pronuncia entro sessanta giorni dal momento in cui ha ricevuto le controdeduzioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine per la presentazione di queste ultime da parte dell’intermediario. Il costo del ricorso per il cliente è di 20 euro di diritti di segreteria, costo che viene rimborsato dall’intermediario qualora il ricorso sia accolto in tutto o in parte.

Le carceri esplodono. FN: Espulsione detenuti immigrati

logo_nuovissimo_fn_20073Record detenuti, oltre 63mila sono 20mila in più rispetto a capienza
L’INDULTO HA FALLITO, LE CARCERI ESPLODONO. ESPULSIONE IMMEDIATA DEI DETENUTI IMMIGRATI!
Il recente rapporto dell’associazione Antigone le cui cifre si commentano da sole: 63460 detenuti, 5500 in più da gennaio, dimostra come sia necessario e improcrastinabile l’avvio di un processo di espulsione per tutti i detenuti immigrati presenti nelle nostre carceri. Il buonismo dell’indulto ha fallito miseramente. La presunta tolleranza zero del ministro Maroni altrettanto, basti pensare che a Lampedusa gli sbarchi proseguono “normalmente”.
La risposta è la più semplice e la più ovvia, tutti i detenuti immigrati presenti nelle nostre carceri devono essere rimpatriati a scontare la pena nei loro paesi di provenienza. In questo modo si risolverebbero contemporaneamente più problemi: le carceri non sarebbero più sovraffollate, di fatti la percentuale di detenuti immigrati è di oltre il 30%; molti criminali che dopo pochi mesi di reclusione tornerebbero indisturbati a delinquere nelle nostre strade verrebbero invece allontanati dal nostro paese; ed i costi di mantenimento di decine di migliaia di detenuti verrebbero eliminati con un enorme vantaggio anche economico.
Cosa dobbiamo aspettarci invece da questo governo indegno e incapace che accoglie un criminale come Gheddafi come un “amico”?Roma, 30/06/2009

FORZA NUOVA – FEDERAZIONE DI ROMA E PROVINCIA
UFFICIO STAMPA E PUBBLICHE RELAZIONI

La vera maturità è farla finita con gli esami

diploma_fondo-magazineTratto da il Fondo Di Miro Renzaglia E se la facessimo finita con gli esami? Almeno con quelli compresi nella cosiddetta scuola dell’obbligo? E se la facessimo finita pure con quelle infernali ordalie che si chiamano interrogazioni, compiti in classe, quiz, prove alla lavagna, voti e pagelle che perseguitano prima il bambino e poi l’adolescente per tutto il corso dei suoi studi obbligatori?
Pensateci bene: a cos’altro servono se non ad insegnare sin dalla più tenera età cos’è il potere, come e chi lo esercita e chi è costretto, per obbligo, a imparare fin da subito a subirlo? E’ questo il compito della scuola? Perché se è questo, allora esami, interrogazioni et similia, hanno un senso: non c’è alcun dubbio che la via crucis al quale (da quasi sempre) lo studente è tenuto a percorrere contribuisce in maniera formidabile a creare un popolo di sudditi diligenti e osservanti, sempre e comunque, l’alto magistero di un’autorità purchessia…Ma se invece la scuola fosse, come a chiacchiere socio-pedagogiche si vorrebbe, quel luogo dove si formano, insieme alle qualità necessarie per la professione che verrà, anche cittadini capaci di avere con l’autorità, con il potere un approccio civile ma critico, rispettoso ma paritetico, competitivo ma equo, al limite conflittuale ma costruttivo che senso ha allenare i giovani ad essere cavie del giudizio perenne che qualcuno, sempre un gradino più in alto, in ogni luogo e momento può esercitare su di loro?

Mi si obietterà: e quale altro modo esiste per ottenere un quadro attendibile del merito acquisito nel corso dello studio se abolissimo esami ed interrogazioni, voti e pagelle? Ora – risponderei – a parte il fatto che tutto l’apparato inquisitorio, di verifica e di certificazione dell’istruzione messo in piedi e perpetuato automaticamente nei secoli, oggi non serve assolutamente a garantire né la formazione intellettuale né tanto meno un accesso di merito alla professione del diplomato; a parte il fatto che grazie al formidabile impegno di un esercito di inquisitori a libro paga del Ministero dell’istruzione a coprire i corsi di studi obbligatori (e sottolineo: obbligatori) l’Italia può vantare il bel primato di contare nella sua popolazione compresa fra i 16 e i 65 anni, il 5,4 per cento di analfabeti funzionali, di persone, cioè, incapaci di distinguere una lettera dall’altra, una cifra dall’altra, il 38 per cento che riesce solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra, il 33 per cento che supera questa condizione ma non sa dare senso a un libro o a un articolo che riguardi fatti collettivi di rilievo anche nella vita quotidiana, e che un grafico con qualche percentuale è un indovinello indecifrabile; a parte il fatto che tra i lavoratori la percentuale di diplomati superiori è appena del 38% contro, per esempio: l’87 % della Germania, l’86% dell’Uk, il 74% della Francia (il che non depone molto a favore dell’attuale capacità formativa del sistema “istruzionale” italico); a parte tutto questo – dicevo – qualcuno dovrebbe giurarmi che, ai fini dell’accesso al mondo del lavoro, attraverso concorso pubblico o assunzione diretta privata, l’attuale certificato di diploma, con tutto l’iter inquisitorio che lo prepara valga qualcosa di più di un semplice certificato di frequenza.

Se è già così, come io ritengo, allora perché non abolire quella lunga sequela di esami obbligati dalla legge (senza peraltro che i risultati in tal senso siano apprezzabili, come abbiamo letto sopra)? E’ così improponibile pensare le lezioni scolastiche come luoghi e momenti di accesso alla cultura e allo sviluppo della coscienza critica, personale civile e sociale, con degli esercizi di confronto collettivo in cui si scambia il sapere acquisito individualmente in accordo con maestro o professore? E’ così azzardato concepire uno scrutinio del corpo insegnante che dia allo studente la valutazione del suo grado di apprendimento e che, qualora avesse delle lacune, possa servire ad orientarlo per colmarle anziché sbattergli in faccia un verdetto che boccia o promuove o rimanda? E’ così utopico ipotizzare che l’attestato di frequenza e completamento degli studi possa essere dato a tutti senza sottoporre lo studente a quel giudizio finale che è l’esame di maturità? Che differenza c’è tra il certificato di frequenza che auspico io e quello in auge “di maturità”, ai fini dell’ammissione, per esempio, ad un pubblico concorso? A cosa serve questa enorme baracconata che va in corso d’opera tutti gli anni, fra buste ministeriali con le tracce mai perfettamente sigillate e rincorse via palmare alle versioni e alle soluzioni trigonometriche, anche nella considerazione che già oggi siamo prossimi al 100% di “maturi”?

Ovviamente, la mia ipotesi di abolizione degli esami e delle interrogazioni (et similia) è limitata ai corsi di scuola obbligatori: fuori dalla obbligatorietà, lo studente che decida di proseguire gli studi, avendo anche raggiunto nel frattempo l’età (si spera…) delle scelte consapevoli, sa che il tipo di preparazione superiore per la professione che lo attende non può prescindere da un’attenta e quanto più precisa valutazione delle sue attitudini e dei suoi meriti. Ed, anzi, estenderei l’esame d’ammissione oggi in uso solo per alcuni corsi di studio superiori (Accademie d’arte, Conservatori musicali, Facoltà di medicina etc…) a tutti i corsi universitari o parificati… Sarebbe questa la vera verifica del grado di apprendimento e di merito conseguito precedentemente. Ecco, diciamo che è da questo momento in poi che chi vuole proseguire gli studi per accedere a professioni di maggiore sensibilità sociale deve imparare che, per lui, gli esami potrebbero veramente non finire più…

Disastro Viareggio – Di Biagio (PDL) maggiore attenzione Governo su sicurezza trasporti

9965-118Roma 30 giugno 2009 – E’ stata presentata oggi un’interrogazione a prima firma dell’on. Aldo Di Biagio, al ministro Matteoli in merito alla immane tragedia verificatasi la scorsa notte nei pressi della stazione di Viareggio al fine di sapere “quali provvedimenti urgenti intenda predisporre per riportare il livello di sicurezza del sistema dei trasporti ferroviari italiani ai parametri comunitari ed internazionali e quali iniziative intenda intraprendere al fine di intervenire, modificando, le modalità di controllo e di verifica adottate per l’autorizzazione a circolare sulla rete italiana di convogli o strutture di trasporto di proprietà di aziende straniere o non, carenti sotto il profilo tecnologico, strutturale e di sicurezza”.
“Dato che – viene evidenziato nel documento – in data 29 giugno, nei pressi della stazione di Viareggio il deragliamento di un treno merci ha portato all’esplosione di due delle cisterne, dello stesso treno, contenenti GPL. la deflagrazione conseguente alla fuga di gas ha coinvolto molti edifici circostanti la stazione provocando pesanti crolli, una consistente evacuazione degli abitanti della zona e soprattutto 16 vittime e circa 50 feriti gravi”.
“Sulla tragedia è stata aperta una inchiesta da parte della procura di Lucca – continua la nota – che al momento sta acquisendo le informazioni atte a comprendere la reale dinamica dell’incidente. Dai primi rilievi le cause della sciagura vanno ricercate nel cedimento dell’asse di uno dei carrelli, di proprietà di una società straniera, i cui rischi erano stati più volte messi in evidenza dagli stessi ferrovieri, infatti erano state messe in evidenza segnalazioni di pericolo e di precarietà di alcune strutture di trasporto che però sembrerebbero essere state completamente disattese delle istituzioni competenti”.

Ufficio stampa
On. Aldo Di Biagio

Bruno: abolire il bollo auto

raffbrunoSull’argomento il Vice segretario Nazionale Vicario e responsabile del Dipartimento per le Politiche del Mezzogiorno del Movimento Idea Sociale con Rauti Raffaele
Bruno ha dichiarato: “Il bollo auto è un autentica rapina fiscale, una invenzione diabolica degli specialisti in torture tributarie, una palese iniquità nei confronti dei cittadini, in particolare di quelli appartenenti ai ceti meno abbienti, molti dei quali possiedono l’auto quasi soltanto per inderogabile necessità di spostarsi da casa a lavoro. Un balzello indegno di un Paese civile, che Berlusconi ha promesso di rimuovere quanto prima. Mi auguro che questo governo passi dalle parole ai fatti al più presto. Diversamente protesteremo duramente contro questa tassa ignobile che deve essere rimossa subito”!
Napoli, 30 giugno 2009
L’Addetto Stampa del MIS

Agenzia Occidente: Indipendentismo siciliano

(Articolo di Guido Virzì) Tra Storia e folklore
Parafrasando Platone si potrebbe dire che esiste un’immagine della Sicilia perfettamente compiuta da sempre e fissata nei cieli. E cos’ come il turista medio del Nord ,venendo nell’Isola, s’attende sole, mare pulito, coppole storte, baffi neri e facce cotte dal sole, così capita che non appena storiografi e politologi pongono mano all’impresa di scrivere sulle “cose di Sicilia”, il discorso inevitabilmente vada a ricadere sull’Indipendentismo siciliano, “febbre segreta” ed Leggi il resto di questo articolo »

Banche armate 2009

banche_armate2009Di Luca Kocci – tratto da “La Voce delle Voci”, n.6 giugno 2009 – www.lavocedellevoci.it
Triplicati per le banche italiane i compensi di intermediazione sulla vendita di armi all’estero. Abbiamo letto in esclusiva la relazione. Ed ecco i dati:
Banca nazionale del Lavoro, Intesa-San Paolo e Unicredit: sono le principali banche italiane coinvolte nel commercio di armi. Nulla di illegale – intervengono in operazioni regolarmente autorizzate – ma si tratta evidentemente di attività da non pubblicizzare troppo, tanto che sono stati gli stessi istituti di credito a chiedere al governo di non rendere pubblica la Relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze su esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, che invece la Voce ha potuto leggere. E le “banche armate”, sulla scia del grande aumento dell’export di armi made in Italy e sfruttando l’onda lunga dell’aumento delle spese militari sostenuto dal governo di centro-sinistra di Prodi (+ 22%, in due anni), hanno fatto grandi affari, triplicando i «compensi di intermediazione» che hanno incassato dai fabbricanti di armi.
Nel corso del 2008, infatti, sono state autorizzate 1.612 «transazioni bancarie» per conto delle aziende armiere, per un valore complessivo di 4.285 milioni di euro (nel 2007 erano state la metà, 882, per 1.329 milioni). A questi vanno poi aggiunti 1.266 milioni per «programmi intergovernativi» di riarmo (cioè i grandi sistemi d’arma costruiti in collaborazione con altri Paesi, come ad esempio il cacciabombardiere Joint Strike Fighter – Jsf – per cui l’Italia spenderà almeno 14 miliardi nei prossimi 15 anni), quasi il doppio del 2007, quando la cifra si era fermata a 738 milioni. Un volume totale di “movimenti” di oltre 5.500 milioni di euro, per i quali le banche hanno ottenuto compensi di intermediazione attorno al 3-5%, in base al valore e al tipo di commessa.
La regina delle “banche armate” è la Banca Nazionale del Lavoro (del gruppo francese Bnp Paribas) con 1.461 milioni di euro. Al secondo posto si piazza Intesa-San Paolo di Corrado Passera, già braccio destro di Carlo De Benedetti ed ex amministratore delegato di Poste Italiane, con 851 milioni (a cui andrebbero aggiunti anche gli 87 milioni della Cassa di Risparmio di La Spezia , parte del gruppo), per lo più relativi a «programmi intergovernativi»: il cacciabombardiere Eurofighter, le navi da guerra Fremm e Orizzonte, gli elicotteri da combattimento Nh90 e diversi sistemi missilistici.
Eppure due anni fa il gruppo aveva dichiarato che, proprio per «dare una risposta significativa a una richiesta espressa da ampi e diversificati settori dell’opinione pubblica che fanno riferimento a istanze etiche», cioè la campagna di pressione alle banche armate, avrebbe sospeso «la partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d’arma pur consentite dalla legge».
«Si tratta di transazioni relative a operazioni sottoscritte e avviate prima dell’entrata in vigore del nostro codice di comportamento e che dureranno ancora a lungo», è la spiegazione che fornisce Valter Serrentino, responsabile dell’Unità Corporate Social Responsibility di Intesa-San Paolo. Anche Unicredit negli anni passati aveva ripetutamente annunciato di voler rinunciare ad appoggiare le industrie armiere, eppure nel 2008 è stata la terza “banca armata” italiana, con 606 milioni di euro. Nessuna dichiarazione di disimpegno invece da parte della Banca Antonveneta, che lo scorso anno ha movimentato 217 milioni. Mentre piuttosto ambigua è la situazione del Banco di Brescia: nel 2008 ha gestito per conto delle industrie armiere 208 milioni di euro benché il gruppo di cui fa parte dal 1 aprile 2007, Ubi (Unione Banche Italiane), nel suo codice di comportamento abbia stabilito che «ogni banca del gruppo dovrà astenersi dall’intrattenere rapporti relativi all’export di armi con soggetti che siano residenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea o alla Nato» e che «siano direttamente o indirettamente coinvolti nella produzione e/o commercializzazione di armi di distruzione di massa e di altri armamenti quali bombe, mine, razzi, missili e siluri».
«La policy del gruppo non vieta le operazioni di commercio internazionale – spiega Damiano Carrara, responsabile Corporate Social Responsibility di Ubi – ma le disciplina prevedendo che il cliente della banca», cioè l’industria armiera, non si trovi «in Paesi che non appartengano alla Ue o alla Nato, e questo divieto è pienamente rispettato».
Ma i dubbi restano. «Da quando, lo scorso anno, è sparito dalla Relazione il lungo e dettagliato elenco delle singole operazioni effettuate dagli istituti di credito – spiega Giorgio Beretta, analista della Rete italiano Dísarmo – è impossibile giudicare l’operato delle singole banche. Senza quell’elenco, infatti, i loro codici di comportamento non sono comprovati dal riscontro ufficiale che solo la Relazione del governo può fornire».www.disinformazione.it

Gioventù Italiana: 27 giugno Fiuggi

“Gioventù Italiana”, movimento giovanile de La Destra, nato contestualmente al Partito con la Costituente del Novembre ’07 riunisce il proprio Esecutivo Politico, nonché il Comitato Centrale, in data 27 Giugno in quel di Fiuggi.L’analisi di questi due anni di vita di partito e di conseguenza della sua componente giovanile, potrebbe portare a valutazioni negative se ci si fermasse ai risultati scaturiti nelle varie tornate elettorali vissute, e non si avesse la capacità di guardare alla possibilità che riserva ancora questa nostra area politica e questa nostra Leggi il resto di questo articolo »

Waffen SS, esercito europeo

Tratto da CentroStudilaRuna Di Luca Leonello Rimbotti L’esercito europeo: se ne parla invano da anni, come della prova del nove per far passare l’attuale Europa dei 25 dalla condizione di aborto burocratico e finanziario a Stato federale autentico, veramente sovrano e basato sui popoli e non sui consigli d’amministrazione. Per la verità, senza bisogno di aspettare gli eurocrati e le loro elucubrazioni a tavolino, l’Europa per suo conto ha già conosciuto nell’epoca moderna la realtà di eserciti sovranazionali raccolti sotto un’unica bandiera e un unico ideale. Questo è accaduto quando il nostro continente non si è basato su princìpi democratici, Leggi il resto di questo articolo »

Buontempo: “Unità d’area”

teodorobuontempo“Abbiamo fatto tutto il possibile, tentando di sopperire alle mille carenze organizzative, tattiche e strategiche per affermare il valore di un’alleanza, per non sprecare un’opportunità che avrebbe potuto, in seguito, far riprendere quel nostro cammino identitario che fu scelto come linea politica al momento della fondazione de La Destra”. Lo afferma in una nota il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, commentando il voto per le elezioni Europee, che lo ha visto in corsa con la lista L’Autonomia.
“Ecco perché credo sia necessario – aggiunge Buontempo – tornare a parlare di unità di area, quella unità che nonostante la nostra volontà non è stato possibile realizzare. Tralasciando le polemiche sugli errori commessi, ritengo che oggi questo progetto debba tornare al centro del dibattito”.
“Abbiamo il dovere – prosegue il presidente de La Destra – di evitare che sparisca una memoria, una storia, una identità. Il vero fallimento sarebbe la nostra incapacità a far riemergere una comunità tradita, offesa e di nuovo obiettivo di tante diverse forze unite per emarginarci. A destra sono tanti gli italiani che per la sicurezza, la certezza della pena, i valori della famiglia e una calpestata identità nazionale non si riconoscono nel partito unico del Pdl. Occorre, quindi – conclude Buontempo – dare vita a un movimento che sia capace di trovare riferimenti certi nell’elettorato, con l’obiettivo di non finire frantumati ed emarginati all’interno di un sistema partitocratico e di poteri forti che non ammette voci fuori dal coro”.

NDS pro Ahmadinejad

ndsDi fronte alla vergognosa campagna anti-Ahmadinejad portata avanti dalla stampa internazionale e dalle democrazie occidentali non possiamo che prendere la parte del presidente iraniano legittimamente eletto dal suo popolo. Esprimiamo tutta la nostra condanna a coloro che si sono macchiati della responsabilità di avere fomentato gli scontri degli ultimi giorni nel paese iraniano, i quali hanno causato morti e distruzione nella capitale. Noi ammiriamo il capo iraniano che, in un mondo comandato a bacchetta dall’egemonia israeloamericana, ha il coraggiodi sfidare i potenti per la verità, per la giustizia e per il suo popolo.
Nuova Destra Sociale – Direzione Nazionale

Nuovi arresti ai danni dell’Eta

etaTratto da Rinascita Di Andrea Perrone Proseguono gli arresti ai danni dei membri del movimento indipendentista basco in Francia e in Spagna.
Due presunti terroristi dell’Eta sono stati arrestati ieri nei sobborghi di Parigi dalla polizia francese in collaborazione con la Guardia civil spagnola. I due, Javier Arruabarrena Carlos, 37 anni, e Ohiane Garmendia Marin, 32, erano ricercati dalla polizia perché sospettati di raccogliere le informazioni sui futuri obiettivi per gli attentati terroristici da parte dell’organizzazione basca. Il ministro degli Interni spagnolo, Alfredo Perez Rubalcaba, da Madrid ha confermato gli arresti e ha dichiarato che Arruabarrena è accusato di aver fornito informazioni su obiettivi da colpire ad un commando dell’Eta, in coordinamento con Garmendia che lavorava con questa unità combattente. Anche quest’ultima, nata a Santuce (Biscaglia), è un personaggio già coinvolto in altre inchieste e ricercata dalla polizia. Al momento dell’arresto la coppia non era armata, ma è stata trovata in possesso di documenti falsi. Arruabarena era ricercato dal 2003 dopo aver abbandonato il gruppo di fuoco Vizcaya, mentre Garmendia è fuggito alla cattura lo stesso anno, nel tentativo di arrestarla nel corso di un’operazione di polizia. Ad Arruabarrena, legato al suddetto commando tra il 1999 e il 2000 viene attribuita, fra le altre azioni, la collocazione di un auto-bomba contro una pattuglia della Guardia Civil a Bilbao, che per puro caso non provocò vittime. Arruabarrena è stato condannato nell’ottobre scorso dal Tribunale di Parigi a cinque anni di reclusione, dopo esser stato condannato in contumacia.
Gli arresti dei due sono stati compiuti all’indomani di una dichiarazione dell’Eta, secondo cui il movimento autonomista basco intende continuare la lotta armata fino a quando non avrà ottenuto l’indipendenza del Paese basco dalla Spagna. La notizia è stata resa nota l’altra sera dalla Tve, la televisione pubblica spagnola, citando un documento adottato dal gruppo dopo una sua riunione. “Quando gli impegni verso la nazione saranno stati mantenuti l’Eta deporrà le armi”, ha affermato tra l’altro il testo menzionato dall’emittente. È questo l’ennesimo colpo inferto contro il movimento basco. Negli ultimi giorni, sia la Guardia Civil che le forze di sicurezza, hanno colpito duramente l’Eta. Strategia questa messa in atto oramai da mesi da quando due anni fa gli indipendentisti hanno deciso il loro cessate il fuoco contro l’esecutivo del primo ministro, José Luis Zapatero.
Martedì scorso la polizia è riuscita a catturare in territorio spagnolo, pochi giorni dopo l’assassinio dell’ispettore dell’antiterrorismo Eduardo Puelles, tre presunti terroristi dell’Eta: Patxi Uranga, Olatz Lasagabaster e Ainara Vazquez Martinez, con 75 chili di esplosivi. Una serie di arresti che insieme a quest’ultimi in Francia dimostrano quanto oramai l’Eta sia ridotta alla corda nonostante i proclami di guerra dell’ala militare del movimento.
Un progetto questo portato avanti soltanto dai più giovani militanti nella speranza, pressoché nulla, di poter tornare ad alzare il tiro come un tempo.

Berlusconi: “Il governo è stabile; opposizione? Morto che cammina”

agf_16148626_06480Tratto da Repubblica NAPOLI – “Il mio governo è il più stabile dell’Occidente”. Silvio Berlusconi, durante la conferenza di presentazione del G8, tenta di spazzare così il campo dalle voci che lo dipingono in difficoltà, con lo spettro delle dimissioni che aleggia. Non è così, giura il premier. Che torna ad attaccare Repubblica: ” “L’Italia è con me, ho il 62% dei consensi, ovunque io vada si fermano le strade. Repubblica e altri giornali si inventano le cose, non credete alle loro invenzioni”. Poi uno stringato commento all’appello di Napolitano che ha invocato un freno alle polemiche politiche in vista del G8: “Speriamo che venga accolto”. Ma un attimo dopo dalla bocca del premier esce una nuova stoccata: “L’opposizione è un cadavere che cammina”.Crisi economica. “Per la crisi prevediamo un danno di entrate per l’erario di 37 miliardi e se se non cambierà nulla, il rapporto deficit/pil sarà al 5% nel 2009″. Previsioni che, però, non spaventano Berlusconi. Che torna a legare la crisi economica ad un fattore psicologico. Colpa dei giornali che parlando della crisi e creano “sfiducia e paura, nel pubblico di consumatori, che così indugiano in comportamenti di risparmio invece che di spesa”. Poi gli immancabili sondaggi dai quali si evincerebbe che i cittadini hanno cambiato abitudini per colpa del disfattismo. Berlusconi aggiunge: “Con la fiducia possiamo uscire presto e bene da questa crisi. La crisi ha sfogato la sua massima forza, oggi non ci sono più situazioni che possano giustificare una continuazione della crisi. Perciò dal vertice ci deve essere un messaggio di fiducia. Non si deve continuare a parlare di una crisi profonda, chi lo fa porta nei consumatori una paura che modifica le abitudini degli acquisti. Da qui si verifica la regressione negli ordini delle aziende”.

Rifiuti. ‘Napoli e’ tornata a quel livello di civiltà che si merita” dice Berlusconi parlando dell’emergenza rifiuti in Campania. “Adesso la città è pulita, La spazzatura che era ricomparsa a maggio era, come avevo detto, solo spazzatura elettorale”. Tra l’altro, assicura il premier, la situazione della Campania dal punto di vista dei rifiuti “è molto migliore di quanto sta accadendo in altre regioni, come la Sicilia, ma anche il Lazio e la Liguria, dove le discariche sono in fase di esaurimento e mancano impianti di incenerimento”.

Terremoto. Entro la fine di settembre non ci sarà più nessuno nelle tende annuncia Berlusconi. Ed ancora le strutture di alloggio realizzate nella scuola della Guardia di Finanza dopo il vertice del G8 saranno destinate a ospitare gli sfollati che non riusciranno a tornare nelle proprie abitazioni. ‘Subito dopo il vertice abbiamo la possibilita’ di ospitare tutte quelle persone che fra agosto e dicembre non potessero tornare alle loro abitazioni – dice Bertolaso – possiamo ospitare un numero abbastanza significativo di terremotati”.

G8. “Non si è mai visto un G8 così esteso per numeri di Paesi: più del 90% dell’economia mondiale vi sarà rappresentato”. Il premier parla così del G8 che si terrà a L’Aquila. Un summit dove si parlerà di crisi e dove si dovra’ varare “un codice di norme per il mondo della finanza, per il mondo dell’economia, dove non siano previsti paradisi fiscali, dove non ci siano i prodotti derivati, i cosiddetti asset tossici, dove ci siano regole precise da osservare e anche modi e organismi di controllo”. Poi toccherà alla politica estera: il Medio Oriente, l’Afghanistan, l’Iraq, l’Iran e tutte le altre situazioni africane e sudamericane che sono sulla scena internazionale. Altro problema che sara’ al centro dei lavori, ha sottolineato Berlusconi, ”e’ quello della fame in cui sono cadute intere popolazioni”. Per le first lady, infine, è stata chiesta una udienza
privata con il Papa”.

Un popolo nel limbo dell’incertezza economica

untitled1Tratto da www.luniversale.splinder.com Di Arturo Cavallini Rispetto a 10 anni fa, una parte ristretta di italiani è più ricca, una fetta consistente è più povera, gli altri annaspano quotidianamente
Gli Italiani sono più poveri e sono tornati ai livelli di 10 anni fa. Nel 2010, secondo le proiezioni di Confcommercio, il Prodotto Interno Lordo pro capite in valore reale sarà inferiore a quello del 2001.
è un dato medio, il quale ovviamente non nasconde che una parte degli Italiani, rispetto a 10 anni fa, è molto più ricca, una parte è molto più povera e la maggioranza lotta tra coloro che sono avanzati di poco e quanti sono indietreggiati appena.
Empiricamente il fatto viene confermato dai dati INPS, che mostrano che nei primi 5 mesi di questo anno le pensioni di anzianità concesse ai lavoratori dipendenti sono diminuite del 71,3 % rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per anni, i lavoratori italiani non hanno visto l’ora di poter andare in pensione senza aspettare il requisito dell’età. Probabilmente per anni l’assegno di quiescenza era ritenuto sufficiente o, in caso contrario, si poteva facilmente integrare il reddito di pensione con attività in nero.
La crisi ha cambiato queste prospettive. è probabile che in molti casi la riduzione retributiva rispetto al salario da dipendente non basti più a conservare il desiderato tenore di vita, magari perchè figli plurimaggiorenni sono ancora precari e ricorrono al genitore, oppure che le precedenti opportunità di lavoro nero siano state pesantemente toccate dalla crisi economica.
Tornare indietro economicamente di 10 anni non significa niente, se non si puntualizza l’uso del surplus ora sfumato.
Una parte sicuramente è stata destinata al risparmio e all’investimento, per cui è probabile che l’utilizzo di questi due fattori sia in calo. La maggior parte è stata dedicata ai consumi che inevitabilmente sono destinati a comprimersi e a far mutare i modelli di vita.
Ricordando i livelli italiani di un decennio fa, è difficile sostenere che si siano ampliati i consumi da bisogni primari, dato che già allora lo standard di vita civile, pur con sacche minoritarie di povertà, era ampiamente e generalmente diffuso.
Sono aumentati i consumi delle soddisfazioni secondarie e che ora questi debbano essere ridimensionati non è certamente un problema. Sposando eticamente il concetto berlingueriano dell’austerità, non può dispiacere che diminuiscano le vacanze esotiche, che calino gli acquisti dei SUV, che si frequentino di più i deschi familiari e meno quelli dei ristoranti, che abiti e accessori abbiano un utilizzo superiore a quello trimestrale. Preoccupa invece il numero di disoccupati in aumento tra i lavoratori addetti alla filiera dei consumi e delle produzioni secondarie.
La crisi non ha ancora toccato il fondo ed è probabile che l’anno venturo l’indice di disoccupazione drammaticamente superi il 10% e questo è sicuramente un problema eticamente più preoccupante della rinunzia a soddisfazioni superflue. Se la crisi pretestuosamente incentiva anche le aziende sane a riorganizzarsi e a ridurre il numero dei propri occupati, se anche il lavoro flessibile e atipico, vale a dire quello che da anni nasconde la vergogna dello sfruttamento di una vera e propria forza di lavoro dipendente mascherata da autonoma, è in netto calo, il riassorbimento della disoccupazione può venire solo e soltanto attraverso l’area pubblica.
In questo momento, a costo di inventare attività o di far scavare buche per poi riempirle, l’area pubblica ha il dovere di assorbire la disoccupazione superiore alla quota fisiologica del 3%
è un imperativo categorico che deve essere realizzato tagliando i costi della casta e della politica, rinunziando alle grandi opere inutili, sforbiciando i costi delle missioni militari.
è un imperativo che deve essere raggiunto aumentando la pressione fiscale in maniera proporzionale ai redditi e facendo una guerra vera e propria non ai Talebani, ma agli evasori.
Una classe politica che non comprende ciò è uguale al sultano che ci governa.

Allied military government of liberated territory!

amgotPer coloro che non sanno sopratutto perché non VOGLIONO sapere, si riproducono due documenti estrapolati (eufemismo per copiati) dall’ultimo libro di quel “cotanto senno” di Nino Arena, il più informato storico della nostra bella Italia Repubblicana (la R.S.I. naturalmente, da non confondere con la zozzeria partitocratica di oggi.)
Il primo é un interessante “AVVISO” alla popolazione per frenare il dilagante sperpero di rifornimenti che i soldati d’oltreoceano sparpagliavano a piene mani, ostentando pelosa generosità, per avere in cambio per lo più la F.emmina (ma spesso anche bambine o bambini!) Pagavano in natura e si facevano ripagare in natura! Altre volte prendevano danaro, specie quando il “compratore” era il camorrista o mafioso che poi metteva la merce in distribuzione. I comandi Alleati, nonostante qualche povero manovale ammazzato dagli M.P.s, non furono in grado di arginare il fenomeno che conobbe punte sconcertanti! E’ noto che intere navi furono scaricate su camions e il carico fatto sparire.. Più spesso si trattava solo di camion che uscivano carichi dai magazzini e giungevano a destinazione completamente vuoti. La grande corruzione cominciò in quei giorni e in quei modi..Agli americani colpevoli veniva ricordato il fatto che ciò che facevano era illegale ma niente sanzioni per i ladri . I morti di fame, fumatori di sigarette, chi aveva razioni di vitto o scarpe, erano AVVISATI che per loro era pronta la punizione.

Interessante é la data, siamo all’ottobre 1943, la R.S.I. é stata costituita al Nord e il Governo (si fa per dire) del Sud dichiara guerra alla Germania e al Giappone considerandosi ALLEATO degli ALLEATI (se no che alleati sarebbero?). Questa tesi idiota é stata anche recentemente ribadita alla TV da quel dotto storico di Paolo Mieli che parlava con sicumera e senza alcun ritegno per il ridicolo di “cambio di alleanze” come se le alleanze non si dovessero fare con accordi reciproci e magari con documenti firmati! Per Mieli le alleanze si cambiano come si cambiano i fidanzamenti per strada dove, in questo caso, la fidanzata volubile (per non dire la parola esatta) sarebbe l’Italia! Mah.. Meditate gente diceva qualcuno..

 

Il secondo documento (che mi sono sforzato di correggere purtroppo facendo “pecionate”!) riguarda un provvedimento legislativo. Come si sa in Italia, nessun provvedimento, decreto o perfino nomina (nonché le dimissioni di Mussolini, mai date e mai riportate sulla Gazzetta Ufficiale!) ha validità se non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Orbene, il governo allora in carica, e cioé l’A.M.G.O.T., non si scoraggiò di fronte alla burocrazia italiana. Fece le sue brave leggi o provvedimenti e le pubblicò sulla Gazzetta Ufficiale, ordinando che fossero valide su tutto il “TERRITORIO OCCUPATO” (ma perché non “LIBERATO”?) così tutti contenti e felici. Ma chi firmava quei provvedimenti? Sua Maestà Sciaboletta Ultimo? NO! Allora forse il Maresciallo Badoglio (sento ribrezzo a scrivere il suo nome!) Capo del pseudo governo Badoglio? NO! Qualche pirla di ministro o straccio di sottosegretario? NO!

La firma é niente meno che del generale inglese M.S. Lush, (C.B.E., M.C.), Commissario Esecutivo del Governo che firma la Gazzetta Ufficiale del Regno! L’AMGOT legifera sul territorio Italiano occupato…. E ci sono ancora imbecilli, che occupano le più alte cariche dello Stato, che fanno finta di non saperlo e di non accorgersene.. come quei cornuti che magnano e fingono di non sapere come ha fatto la moglie a procurar loro il pane e il companatico …..

 

Con rabbia e disgusto..

Francesco Paolo d’Auria

 

P.S. Lo snob britannico, non si trattenne dall’accompagnare il suo poco riverito nome con i suoi meriti onorifici.. C.B.E.= Commander of the British Empire e M.C. = Military Cross ..

Base 22: nuovo avamposto di CasaPound Italia alle porte di Roma

All’alba di domenica mattina, CasaPound Italia ha occupato la struttura di un ex ristorante alle porte di Roma, nel comune di Grottaferrata. L’azione è stata annunciata attraverso una nota emanata dalla stessa associazione, nella quale il portavoce della nuova occupazione, Massimo Carletti, denunciando lo stato di totale abbandono della struttura sottolinea come “le vicissitudini giudiziare cui è stata coinvolta la struttura durano da 10 anni. CasaPound Italia pone un fermo a tutto ciò, apprestandosi a restituire alla cittadinanza uno spazio sociale necessario e legittimo”.
Leggi il resto di questo articolo »

Illudersi allunga la vita

silvio_berlusconiIl quotidiano “Libero” di mercoledì 24 giugno 2009 riporta un’ intervista fatta all’ on. Silvio Berlusconi da parte di una nota rivista italiana, così che tra le domande poste una mi ha dato da pensare non poco, forse, su un eccessivo ottimismo che riserva il nostro attuale Capo di Governo sul futuro del suo partito. la domanda è: ” si è mai chiesto che cosa accadrà al PDL dopo di lei? Chi è potenzialmente il suo erede? … “Sono convinto”, sembrerebbe che lui abbia così risposto, “che il PDL sarà l’asse portante della politica italiana nel XXI secolo, come lo sono stati la Destra storica o la Democrazia Cristiana in altre stagioni politiche e i leader nasceranno, come avviene sempre in politica, sul campo e dal consenso della gente…” Io, di queste affermazioni, invece, non ne sono, tutt’altro convinto, semplicemente perchè, venendo a mancare un riferimento d’ immagine e di personalità, così forte, quale può essere quella di Silvio Berlusconi, verrà, gioco forza, a mancare anche il suo carisma: la figura umana che necessariamente si consegnerà alla storia, con l’ intero suo sistema sociale che ha creato e saputo adattare. Del resto i grandi movimenti politici che hanno caratterizzato le società nel corso del ’900, per i motivi che noi tutti conosciamo, hanno avuto una precisa durata temporale; un inizio ed una fine. Le grandi civiltà di un tempo, l’ impero romano hanno retto fino a quando non sopraggiungeva la corruzione, il decadimento e l’ indebolimento dell’ autorità della Polis, del Senato o dello Stato-Nazione. Le epoche sono contrassegnate dal naturale evolversi delle società. Questo è un dato di fatto, per cui non credo affatto che il XXI secolo potrà avere nella vita politica del PDL una sua continuità. Postumo il suo capostipite, inevitabilmente verranno a mancare diverse variabili: la capacità di dare importanza ad un fenomeno autorevole e di spicco su scala internazionale, quale, adesso, continua ad essere rappresentato dal Cavaliere, con un invidiabile e, perchè no, impareggiabile intraprendenza nei rapporti diretti con gli altri Capi di Stato; per cui il riconoscimento, almeno, di un’ intera classe dirigente politica gli viene reso per le straordinarie abilità comunicative e di vedute. Tale fenomeno, già conosciuto in passato, non fa altro che ripetersi con altre forme e modalità, suscitando ammirazione, ma nel contempo anche disprezzo di gente che ha finito per provare un grottesco sentimento d’ invidia. Silvio Berlusconi non è sostituibile e non potrà mai avere eredi. Al momento nessuno è al suo pari e nessuno ha la personalità che lui mostra, con una decisa, costante determinazione che lo sostiene ad energie, franacamente, poco comuni che denotano un carattere forte e sgombro da ogni sorta di depressione, anche quando è soggiacemente costretto ad affrontare continue problematiche istituzionali e personali! Detto ciò, non possiamo evitare di tenere conto del grande spettro della partitocrazia, a cui l’ intero popolo italiano non sa rinunciare! Questo spettro si è materializzato in una realtà a cui lo stesso Berlusconi non può farci nulla e la deve accettare così com’è: ben cinque sono i partiti riconosciuti in tutto l’ arco costituzionale! Se contiamo, poi, le forze politiche extra parlamentari, non basterebbero “la costellazione di Venere e di Saturno messe insieme” ad identificarli tutti, quanti sono i simboli che ciascun movimento esprime nella sua identità. Triste dirlo, ma è così. Lo abbiamo visto con le recenti elezioni! Per l’ appunto, a partire dalle liste civiche, immancabili per pura, ostinata, pretesa di volere affermare un’espressione politica, si nota che c’è, poi, il protervo uso e costume di non volere mai condividere la possibilità di un cambiamento! lo abbiamo, oltremodo, visto con il recente spoglio del referendum sulla legge elettorale! La risposta che ha dato l’ on. Berlusconi al giornalista, d’altronde, non poteva essere diversa, altrimenti avrebbe rischiato di apparire, quanto altro non basti, pure “megalomane”! Dopo di lui, il dopo non sarà di certo come ora: la storia lo dice, non io! Come tutti i grandi Movimenti politici e sociali, ciascuno è predestinato, sin dall’ inizio, ad una sua fine. Il PDL morirà, al massimo, per essere tanto ottimisti, nel giro di pochi anni. Gli potrei salvare, forse, sì e no, una legislatura, ma poi si tornerà indietro tutta! Si tornerà a legittimare quello che già adesso è legittimato e solo dopo un anno dalle elezioni politiche del 2008. Che cosa? Ma il rigurgito, il rumore della cloaca che altro non sia che l’atavico, cronico partitismo, tutto unicamente italiano! Lo abbiamo visto, no? Con queste elezioni di giugno, cosa è avvenuto in tutta la Penisola, nella solita sconquassante, confusionaria bolgia di movimenti strani, partiti e partitini vari, da sale da caffè! Eh sì, gentili lettori: se pensate che il bipolare sia una svolta epocale della politica italiana io sono convinto che perdurate a sbagliarvi, perchè non è niente vero! Sono semplici e pure fandonie, slogan da linguaggio semi-isterico e non da reatà! Noi, come popolo, non ci abitueremo mai e poi mai a voler accettare una simile transizione, un mutare, intransigenti, un atteggiamento di costume prima di tutto e poi politico! Mai riusciremo ad avere un paio o al massimo tre sole espressioni ideologiche! Abbiamo sempre bisogno di “doppioni”, di “triploni”, di ciclostili di identità politiche similari, per sentirci più rafforzati, più sicuri nelle dabennaggini di coalizioni che mai possono durare in questo stravagante Paese! Pertanto apprendere che il Berlusconi dica che il PDL sarà un Movimento politico che esisterà per tutto il XXI° secolo io ritengo che sia un’ affermazione puramente illusoria, priva di percezione della realtà. Forse e solo forse, con il beneficio di un forte dubbio potrà divenire al massimo, finchè vita lo tratterrà il più a lungo possibile su questa Terra, una piccola, fragile, costola del PPE (partito popolare europeo), ma non altro!

Monselice, 29 giugno 2009
Adalberto de’ Bartolomeis

Basta accanirsi sulla gente che lavora

logo_nuovissimo_fn_20073Già in campagna elettorale avevamo chiesto l’annullamento degli studi di settore, accogliendo l’appello dell’unione nazionale dei giovani commercialisti, per aiutare quelle categorie che in piena crisi economica devono anche far fronte ai “ricavi presunti” imposti dallo stato.
Come se non bastasse ora, con una mossa che funge da prova generale per il federalismo fiscale , scopriamo che i comuni collaboreranno con l’agenzia dell’entrate per scovare coloro che evadono il fisco.. insomma: crisi economica , studi di settore, controllo energetico e amministrazione che controlla passo passo le attività.
Cos’altro devono pagare i nostri artigiani e i nostri commercianti?
Il sindaco Flavio Tosi ha lodato l’iniziativa ma a nostro modo di vedere invece che accanirsi sugli onesti lavoratori dovrebbe pensare a metodi per sostenere l’economia veronese, specie nel centro storico, e specie in questo momento di contrazione economica.
Il lavoro va sostenuto, non ostacolato 

Segreteria provinciale – Forza Nuova Verona

La Destra: l’operato dell’Ater a Civitavecchia e della sinistra in Regione permetteranno a Marrano di ritornare a Rai3

la-destraQuesta Ater targata Di Ludovico e quindi P.D. proprio non ci piace.
Non capiamo infatti come il presidente dell’Ater di Civitavecchia possa dichiarare più volte di avere le casse piene di milioni di euro e non fare poi nulla (o quasi…) per contrastare il fenomeno, sempre più dilagante nella nostra città, dell’emergenza abitativa. Non capiamo, o meglio ci rifiutiamo di capire, come sia possibile “giocare” sulla pelle della povera gente, solo per “colpire” l’acerrimo nemico (politico e forse anche personale) Gianni Moscherini, e non preoccuparsi però di chi poi realmente ne paga le conseguenze.
Se così non è ce ne scusiamo, ma allora il sig. Di Ludovico ci deve spiegare come mai questi soldi non li utilizza per la manutenzione degli edifici popolari, o per acquistare immobili da poter mettere poi a disposizione di chi chiede (invano e da anni…) un tetto sicuro per propria famiglia. Se l’Ater fosse stato un Ente efficiente avrebbe fatto risparmiare al Comune di Civitavecchia ed ai civitavecchiesi i tre milioni di euro che si dovranno spendere per acquistare queste “benedette” casette di legno da destinare all’emergenza abitativa. Ci saremmo anche risparmiati in tal caso di dover assistere allo squallore dei soliti sciacalli che, grazie all’assenza delle istituzioni, speculano indisturbati sui disagi della povera gente.
Fummo noi i primi a denunciare, circa un anno fa (con tanto di foto e riprese), le condizioni a dir poco promiscue nelle quali sono costrette a vivere molte famiglie civitavecchiesi, che vivono in alloggi popolari. Abbiamo visto bambini e anziani vivere nella muffa e nell’umidità, appartamenti dove piove dentro, dove gli infissi non sono più “fissi” ma pericolanti, dove la sicurezza è un lusso che gli viene sistematicamente negato. Per non parlare poi, delle condizioni in cui versano la maggior parte delle facciate esterne degli edifici, ma questa è cosa secondaria davanti a un tale abbandono. Siamo sempre noi che da mesi consegniamo (e aiutiamo a compilare) le richieste per installare gli ascensori, da parte di inquilini invalidi al 100%. Richieste che ovviamente, da quello che ci dicono, ad oggi non sono né state evase e né tanto meno gli è stata data alcuna risposta. Ci sono persone diversamente abili o anziani non più autosufficienti intrappolati nei propri appartamenti perché impossibilitati ad usare le scale. E’ vergognoso!
Stiamo parlando dei problemi vitali dei cittadini. Il fenomeno dell’emergenza abitativa e di tutto ciò che ne consegue merita la massima attenzione e serietà da parte di tutti, istituzioni in testa.
Stiamo assistendo da anni invece a una gestione fallimentare dell’Ente Ater che tutto fa, compreso fare politica, tranne occuparsi di ciò per cui è nata.
Siamo convinti che L’Ater di Civitavecchia e il sig. Di Ludovico daranno, a Civitavecchia, alle prossime elezioni regionali, il colpo di grazia a Marrazzo e alla sua Giunta fallimentare, in quanto nonostante i noti personaggi locali di estrema sinistra al suo interno si è dimostrata totalmente assente e in molti casi di ostacolo per lo sviluppo del nostro territorio. A tempo debito ricorderemo tutto questo, i dietro-front e le promesse non mantenute dal Governatore Marrazzo sulla conversione a carbone della centrale Enel e sul mancato sviluppo (o meglio sullo sviluppo non voluto) a Civitavecchia. Valuteremo l’operato del Presidente della Commissione Mobilità della Regione Lazio Enrico Lucani, l’unico nostro concittadino presente in Regione – se pur di Sinistra e “Libertà” – e vedremo come e se è cambiata la mobilità sotto la sua azione politica. Valuteremo se fosse stato meglio che si fosse occupato in questi mesi un po’ meno delle spartizioni di potere, e un po’ più delle migliaia di pendolari che ogni giorno sono costretti a viaggiare su treni super-affollati, male odoranti, privi di aerazione e perennemente in ritardo. Pendolari che da mesi assistono, nella totale indifferenza di tutti, alle continue prevaricazioni da parte di Trenitalia che ha limitato loro, tra le tante cose, anche l’accesso ai treni Eurostar ed Intercity. Valuteremo se fosse stato meglio che si fosse occupato di questo (al di là delle promesse alla Peppone…) piuttosto che mettere veti e pretendere (chissà poi perché?!?) posti di potere ad esempio come è il caso dell’ASL di Civitavecchia (ma non solo).
Una cosa è certa: in politica si chiedono voti per rappresentare, non per conquistare (posizioni di potere) e i cittadini questo lo sanno e potranno valutare.La Destra di Civitavecchia
www.ladestracivitavecchia.com

giugno: 2009
L M M G V S D
« mag   lug »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930