E la chiamano integrazione…

Pubblicato da admin in Informazione il 14 febbraio 2008

immigrati-coda1.jpgLe amministrazione comunali locali, da quando si è manifestato il fenomeno dell’immigrazione straniera, si sono sempre dimostrate molto attente e sensibili nel favorire in diversi modi l’integrazione dei cittadini allogeni. L’attuale maggioranza cittadina guidata dal Sindaco Matteucci, ha approvato pochi giorni fa, con l’astensione del P.R.I., la presenza di due “consiglieri aggiunti stranieri” nel consiglio comunale e di un singolo per ognuna delle dieci circoscrizioni. Sempre in nome dell’integrazione, si favorisce la ghettizzazione della zona dell’ Isola S.Giovanni, consentendo l’accentramento anche tutt’ora di diversi esercizi gestiti da stranieri, anzichè cercare di dislocarli in modo omogeneo nel resto della città o delle frazioni limitrofe: questo ha portato nel corso degli ultimi due anni, ad un drastico peggioramento della situazione sotto l’aspetto dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, in primis coloro che in loco vi lavorano o risiedono. La stessa problematica riguardante sicurezza e legalità e la forte presenza di stranieri, è inerente anche per la frazione marittima di Lido Adriano, in modo più allarmante, come denunciato pubblicamente in varie occasione dai residenti autoctoni. Ma c’è un’altro aspetto che manifesta in modo tangibile la poca tolleranza dei cittadini ravennati nei confronti degli stranieri: come spiegarsi altrimenti la situazione della scuola elementare Pasini di via Caorle, sita nel quartiere Darsena, ove anche lì c’è forte concentrazione di abitanti stranieri e famiglie disagiate? Sì perchè alla Pasini, a differenza di altre scuole elementari comunali, è possibile iscrivere i bimbi per il servizio di post-post scuola gratuito, in quanto “…non è giunta nessuna domanda di iscrizione…” Il motivo è molto semplice, ed è da ricercarsi nella frequentazione della scuola di molti figli di immigrati stranieri e della restante minoranza di bimbi italiani di famiglie meno abbienti. Insomma, la medesima situazione delle scuole del quartiere bolognese del Pilastro, oggi a totale frequentazione di bimbi e studenti delle medie inferiori provenienti da famiglie straniere, in quanto i genitori italiani hanno preferito far studiare i propri figli in altri istituti. Pertanto si evince chiaramente che anche a Ravenna, i genitori italiani non gradiscono mandare i propri figli a studiare in scuole ove la multietnicità, la differenza di idiomi, di abitudini alimentari, creano disagi e come sosteniamo noi della Fiamma Tricolore, rallentano l’apprendimento didattico. E’ questa la tanto decantata integrazione della tollerante e “rossa” città bizantina? Come mai, ci chiediamo, queste discriminazioni accadono in una città come Ravenna, politicamente schierata al 70% a sinistra? Che ne pensano al riguardo l’assessore Tassinari e il Sindaco Matteucci?
Paolo Casadio, FIAMMA TRICOLORE-Ravenna

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