Sono riusciti a sconfessare la fede
Di Adalberto de’ Bartolomeis La libertà d’opinione è prevista dal nostro Stato laico e la Costituzione Italiana sancisce un diritto imprescindibile, altrimenti che senso avrebbe avuto votare per la Democrazia? Che senso avrebbe avuto votare per costruire e progredire in virtù del principio cardine: quello della libertà? 76 anni di Regno non sono, allora, serviti a nulla, se, sempre, da parte dello Stato laico, si debba, oggi, bollare chi ha solo voluto riportare un documento storico? Mah! Io dico che siamo quello che ci definisce tutta la stampa internazionale e spiace subire, sempre, per colpa di quattro mentecatti, la generalizzazione più negativa e spregevole. Non è così, ma purtroppo, per colpa di alcuni balordi, di gente incapace, per formazione culturale e politica, di rispettare altre idee, all’infuori delle loro, ammesso ne abbiano una, oltre all’anticlericalismo ottocentesco, ne va di mezzo, puntualmente, una collettività intera. Gente così rappresenta una minuscola parte di popolo che, con questi squallidi atteggiamenti non fanno altro che coinvolgere la Nazione intera, sputtanandola su tutto l’emisfero! L’episodio d’ intolleranza contro Benedetto XVI conferma che il sessantotto non è ancora finito e che fra studenti e professori continua un’alleanza avversa al liberalismo, al confronto delle opinioni. Insomma, assistiamo al “replay” di cose già viste in passato e che non hanno prodotto nulla di buono. Pertanto, io dico che oggi siamo nuovamente al “repetitant iuvant” di quanto non induce all’ ottimismo, circa il futuro delle sgangherate università italiane. Insomma, visto che il microfono non è mai stato negato a nessuno, salvo, poi dopo, fischi aiosa, tutti intervengono in una società sempre più balenga: prostitute, criminali, lazzaroni impenitenti, rivoluzionari disobbedienti, terroristi, ex brigatisti, gay, lesbiche, assassini e squinternati di ogni tipo. Tutti eccetto il Papa, il quale, se profferisce verbo, come minimo viene accusato d’ ingerenza e se viene invitato alla Sapienza, poi, è costretto a trarre le conclusioni, lui da solo: non accettare, per evitare che, in fondo, anche un Capo di Stato non venga deriso e schernito da quattro mammalucchi sinistrossi. L’episodio così penoso e sconcertante diventa più grave quando le Istituzioni, appunto laiche repubblicane, si siano limitate, solo, a vuote dichiarazioni di circostanza. Ed il Presidente della Repubblica che fa? Mi risulta che fino a questo momento non abbia speso un minimo di aggettivo a favore di Papa Ratzinger, che è anche Capo di uno Stato straniero, il primo al quale in Italia sia stato tolto il diritto di parola! Questo uomo che rappresenta tutta la Chiesa cristiana, cattolica nel Mondo, è l’unico extracomunitario ripudiato dalla sinistra che rivendica dopo cinquecento anni ancora il diritto di porlo al rogo, difendendosi dietro un atteggiamento pseudo-culturale. E allora chi perpetra la xenofobia, il razzismo? Viene certo da pensare che con questo episodio di gretta chiusura culturale il povero Papa venga emarginato, ripudiato da una società laica che si sceglie i suoi taumaturghi ex sessantottini ed altro, togati e riveriti, per dire e fare ciò che a loro fa più comodo, in nome di una Democrazia sempre più opportunistica!
Monselice, 16 gennaio 2008
Adalberto de’ Bartolomeis




