On. Mancino: si dimetta

Pubblicato da admin in Opinione il 6 novembre 2009

logo3Senza entrare nel merito della legge che ha reso famoso Nicola Mancino, la quale ritengo essere la più liberticida di tutto il nostro ordinamento giuridico (l. 26/IV/1993 n° 122 convertito in legge 25/VI/1993 n° 205), ritengo opportuno focalizzare l’attenzione sulle recenti accuse poste in essere dal pentito Gaspare Spatuzza. Secondo queste affermazioni, Mancino (oggi Vice-Presidente del CSM) sembra che prima della strage nella quale rimase vittima il giudice Paolo Borsellino (come sappiamo essere di simpatie missine) e la sua scorta, abbia avuto dei contatti con le associazioni mafiose, ovvero l’aver sostenuto una sorta di dialogo tra rappresentanti dello Stato e della mafia siciliana. All’epoca Mancino ricopriva la carica di Ministro dell’Interno e sembra che abbia avuto anche un colloquio con Borsellino in data 1° luglio 1993 (18 giorni prima della strage), incontro dal sapore quanto misterioso quanto inquietante, considerato che egli stesso ancora oggi afferma di non ricordare nulla. La risposta di Mancino a queste accuse è stata in difensiva, affermando che “…non si può mettere in prima pagina persone che nella loro attività politica e di governo hanno dato il meglio di se(!)”. Ebbene sì, il povero on. Nicola Mancino, emblema della democrazia antifascista, vittima di una diffamazione a mezzo stampa messa in opera da degli “avanzi di galera”. Viene spontaneo a questo punto chiedersi: perché questi poco credibili “avanzi di galera” vengono presi alla lettera quando è il momento di condannare qualche personaggio politicamente scomodo, mentre quando ad essere accusati sono Ministri e Giudici, i pentiti diventano persone di poca rilevanza e, addirittura, di bassa credibilità? Con l’auspicio che una volta tanto la Magistratura faccia il suo dovere, chiediamo le immediate dimissioni dell’on. Nicola Mancino e una immediata presa di coscienza da parte dei giuristi italiani del fatto che se risultasse implicato in mafia, sarebbe responsabile penalmente per violazione dell’art 67 della Costituzione (oltre che per partecipazione ad associazioni mafiose) per non rappresentare la Nazione bensì rappresentare tali associazioni per delinquere, con la conseguenza di dichiarare costituzionalmente illegittimi tutti i provvedimenti/leggi da lui promossi, secondo quanto sostiene un importante schieramento della dottrina penalista italiana.Gabriele Tasso

Sez. Valchiampo

M.S. Fiamma Tricolore

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