American Way of Life
Ass. La Torre Le multinazionali farmaceutiche chiedono, e il governo risponde. Sempre più stupidi alla meta. Ma quale meta? Latte, biscotti e Prozac! ‘Prozac ai bambini Troppe prescrizioni’ Lettera aperta dell’associazione ‘Giù le mani dai bambini’ e di oltre 100 altre associazioni contro gli abusi di psicofarmaci. Secondo il ministero della Salute sono 700mila i piccoli a rischio di disturbi psichici Roma, 16 novembre 2006 – In cinque anni sono aumentate del 280% le prescrizioni di psicofarmaci ai bambini italiani; negli Usa, dove i bambini in terapia sono oltre 11 milioni, l’aumento è stato del 150%. Lo ha sottolineato l’associazione «Giù le mani dai bambini» e altri esperti di oltre cento associazioni in rappresentanza dei 230 mila addetti ai lavori di questo settore, in una conferenza stampa a Roma. In Italia era stato deciso di istituire un centro di eccellenza in ogni regione per prevenire gli abusi di psicofarmaci nei piccoli. L’Emea (l’Agenzia europea per il farmaco) ha autorizzato la somministrazione di un farmaco molto discusso ai bambini già dagli 8 anni per 4-6 settimane di psicoterapia, ma ciò ha creato, in Italia, addirittura l’allontanamento di bambini dalla scuola. In Italia sono già trentamila i bimbi che assumono psicofarmaci, secondo lo studio del «Mario Negri», ma potrebbero diventare settecentomila, secondo le stime del ministero della Salute che indica in questa cifra bambini affetti da disturbi psichici. «Ciò vorrebbe dire, se il dato risultasse esatto ma io non lo credo – ha detto Luca Poma, portavoce di »Giù le mani dai bambini« – che ogni cento bambini italiani, nove sono candidati ad assumere psicofarmaci .Il che vuol dire che in ogni classe materna o media almeno 2,5 bambini dovrebbero essere curati con questi farmaci particolari». Attenti però alle prescrizioni, sottolineano gli esperti: «Le troppe prescrizioni di psicofarmaci ai bambini – ha detto il professor Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell’Università di Chieti – sono dovute alle diagnosi non corrette dei medici di famiglia e dei pediatri, ma anche da errori di neuropsichiatri infantili e psichiatri adolescenziali che credono che alla base del disturbo ci sia un fattore biologico curabile solo con farmaci». Gli esperti, quindi, si rivolgono direttamente ai ministri Turco e Fioroni presentando una lettera aperta su un «decalogo di buone prassi»: un tavolo sul fenomeno delle prescrizioni indiscriminate degli psicofarmaci da utilizzare come ultimissima risorsa terapeutica e rafforzare tutte le strade alternative a ciò; e ancora, informazione alle famiglie sui rischi e anche un ‘black box’, cioè il riquadro nero sulle confezioni come quello per le sigarette, che evidenzi gli effetti collaterali più pericolosi. Secondo un sondaggio su 1.600 italiani tra i 16 e i 65 anni, sugli psicofarmaci ai bambini, è risultato che il 97% ha detto ‘nò, contro il 97,1% che ritiene che le diagnosi fatte con i questionari non sono affidabili. Quotidiano.net 8 Marzo 2007. Attento: tuo figlio di 4 anni può essere depresso, compra il Prozac e tutto passerà.
ROMA – Il farmaco anti-depressivo per antonomasia, il Prozac, potrà essere utilizzato anche per i bambini dagli otto anni in su in situazioni gravi. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), adeguandosi alle indicazioni dell’Autorità europea dei farmaci Emea, ha infatti esteso le indicazioni terapeutiche del medicinale anche ai bambini con età inferiore ai 14 anni, ma a condizioni precise e con limiti.La nuova indicazione terapeutica del Prozac, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 26 marzo, si riferisce a “bambini e adolescenti di otto anni di età ed oltre” in caso di “episodio di depressione maggiore di grado da moderato a grave, se la depressione non risponde alla psicoterapia dopo 4-6 sedute. La terapia con antidepressivo – precisa l’Aifa – deve essere proposta ad un bambino o ad una persona giovane con depressione da moderata a grave solo in associazione con una contemporanea psicoterapia”. Se L’Emea ha dunque esteso l’indicazione terapeutica del Prozac ai più piccoli nei casi gravi, con l’obiettivo di evitare che la decisione sia a totale discrezione del medico, l’Aifa si adegua, ma con delle restrizioni: il farmaco potrà essere utilizzato per i bambini solo a fronte di una diagnosi e un piano terapeutico precisi, e sotto il controllo di un centro medico. Insomma, sì al Prozac nella depressione grave dei piccoli, ma con estrema cautela. La decisione ha però subito acceso il dibattito tra gli esperti, che sull’opportunità di allargare le indicazioni terapeutiche si mostrano divisi. Sul fatto che la depressione tra i bambini oggi sia una realtà sono tutti d’accordo: “Si stima che la depressione grave tra i piccoli tra 4 e 8 anni – afferma il neuropsichiatra infantile Filippo Muratori, dell’Università di Pisa – interessi il 2-3% dei bambini. L’origine è in parte genetica e in parte dovuta a fattori ambientali, ma il problema è che è molto difficile diagnosticare il disturbo nei bambini piccoli. I casi gravi però ci sono e in queste situazioni – sottolinea – è giusto utilizzare farmaci specifici come il Prozac, sia pure con molta cautela”. Boccia la decisione, invece, il direttore dell’Istituto di neuropsichiatria infantile dell’Università Cattolica di Roma, Francesco Guzzetta: “L’uso del Prozac nei bambini può essere molto rischioso, poiché non si conoscono tutti i possibili effetti collaterali su pazienti così giovani”. Il rischio, conclude, è quello di “un pericolosissimo abuso o ricorso inappropriato al farmaco”. Ansa 27 marzo 2007.




