Tibet, Sarkozy: ‘’Dialogo con Dalai Lama o niente Olimpiadi’’. Polizia spara sui manifestanti, almeno 11 morti

tibet_proteste_inf-200x150.jpgIl presidente francese pone le sue condizioni per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici. Ancora scontri nella notte di giovedì durante una manifestazione nel Sichuan: l’agenzia cinese Xinhua aveva parlato solo di un funzionario cinese ferito. Pechino, 5 apr. (Adnkronos/Ign) – Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha posto le sue condizioni per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici il prossimo 8 agosto. La ”fine delle violenze contro la popolazione tibetana e la liberazione dei prigionieri”, un’inchiesta sui recenti avvenimenti nella regione autonoma e soprattutto ”l’apertura di un dialogo con il Dalai Lama”. Tre condizioni ”indispensabili” ha spiegato in un’intervista a ‘Le Monde’ il sottosegretario francese ai diritti umani, Rama Yade, precisando che il numero uno dell’Eliseo ”prenderà la sua decisione sulla base dell’evoluzione degli avvenimenti” e dopo aver parlato ”con i suoi partner europei”. Allora Sarkozy ”parlerà in qualità di presidente di turno della Ue”. E anche il Dalai Lama ha annunciato la sua disponibilità a partecipare alle Olimpiadi a condizione che l’invito venga dalla Cina e che Pechino fermi la repressione in Tibet. Ad affermarlo, in un nuovo tentativo di avviare un dialogo con il governo cinese, è stato il primo ministro tibetano in esilio Samdong Rinpoche, durante un’intervista alla Dpa. ”Se la Cina lo invita – ha detto – potrà partecipare alle Olimpiadi, ma ad una condizione: che vi sia un allentamento della repressione in Tibet”. ”La Cina deve rilasciare tutti i prigionieri e prestare cure mediche ai feriti – ha aggiunto – altrimenti, se il Dalai Lama andasse a Pechino per le Olimpiadi, come si sentirebbero i tibetani?”.

Intanto continuano le notizie di violenze in Tibet. Sarebbero almeno 11 i tibetani uccisi dalla polizia cinese che ha aperto il fuoco sui manifestanti a Kardze, nella provincia sud occidentale del Sichuan. A riferirlo è stata oggi ‘Radio Free Asia’, l’emittente sovvenzionata dagli Stati Uniti, ma gli scontri sarebbero avvenuti nella notte di giovedì.

Ieri, l’agenzia ufficiale cinese Xinhua aveva dato la notizia della rivolta nel Sichuan, riferendo però soltanto di un funzionario cinese ferito e di alcuni ”spari di avvertimento” per bloccare le violenze. Una versione completamente diversa da quella di ‘Radio Free Asia’ secondo cui la polizia avrebbe sparato su diverse centinaia di dimostranti, sia monaci che laici tibetani, che richiedevano il rilascio dei monaci del monastero di Tongkor.

Condividi:
  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites

I Commenti sono chiusi

settembre: 2010
L M M G V S D
« ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930